Lenovo all’attacco del mercato smartphone.



Se si pensa che tutto è nato da una piccola azienda fondata ventotto anni fa da un gruppo di undici informatici cinesi che avevano un capitale di soli 25.000 dollari, ci sarebbe da non credere che il marchio Lenovo oggi sia leader del mercato e al primo posto nella vendita di smartphone in un paese in rapida espansione tecnologica come la Cina del terzo millennio.

Stiamo parlando, però, dell’azienda che nel 2005 acquistò la divisione Personal Computer di IBM combinando la forza di mercato acquisita in Cina e Asia fra gli utenti consumer con la posizione del marchio IBM fra gli utenti business del mercato europeo e nordamericano. Parliamo di un’azienda con un management che sa bene quello che fa e che quando dice qualcosa è determinato a portare a casa il risultato.

Quindi se, come pare, il colosso cinese ha affermato che intende presentare nel corso del 2012 ben quaranta nuovi modelli di smartphone e che vuole raggiungere i diciotto milioni di unità consegnate nel corso di quest’anno, possiamo essere sicuri che le strategie e forze necessarie al perseguimento dell’obiettivo fissato sono già messe a punto.

La strategia messa a punto prevede di coprire, con i quaranta modelli ipotizzati, tutte fasce di mercato, da quella bassa, con un prezzo all’utente finale inferiore ai 150 euro per arrivare ai top di gamma dotati anche, in alcuni casi, di processori dual core. Attualmente Lenovo è al primo posto fra i venditori di smartphone in Cina con una quota pari al 10% del mercato.

Per capirne le reali potenzialità basti un accenno al Le Phone K800, uno smartphone Android Gingerbread “Intel Inside” con processore Atom da 1,6 GHz. Che il “Grande Drago Addormentato” di Napoleone sia ben sveglio è cosa certa, ma ora inizia a muoversi nel mondo degli smartphone. E lo fa con determinazione.