Jailbreak iOS: cosa comporta?



E’ passata una settimana intera dal rilascio del Jailbreak per iOS 6.1 ed i dati affermano che mai, fino ad ora, il download delle versioni precedenti aveva raggiunto le cifre attuali. Si parla di oltre 7 milioni di iPhone sbloccati in poche ore, segno che gli utenti in possesso di un iPhone non sono ormai più sicuri che la filosofia Jobs sia la migliore strada da seguire.

La Apple, infatti, ha subito avvisato gli utenti che, effettuando il Jailbreak, l’iPhone sarebbe stato ingestibile e si sarebbero verificati alcuni problemi di instabilità nella gestione delle app stesse. Inoltre l’azienda di Cupertino ha subito chiarito che con il Jailbreak si perde il diritto ad ogni forma di tutela anche durante il periodo di garanzia.

Insomma, sbloccare il device equivale a manometterlo e, quindi, addio garanzia! In realtà le cose non sono poi così drammatiche ma la Apple non intende lasciar spazio agli haker: il Jobs pensiero non si cambia, e dunque i device Apple devono restare dei gingilli impossibili da aprire sui quali possono essere installati soltanto software approvati dall’App Store.

E’ proprio questa filosofia che i nuovi utenti sembrano ormai rifiutare sempre con maggior insistenza: il Jailbreak per iOS 6, infatti, consente loro di avere libero accesso a tutte le applicazioni non autorizzate dell’App Store. Installare su iPhone tutte quelle app che invece girano su Android, convinti che su iOS girino meglio… un dualismo perfetto: amare il mondo Apple ma non riuscire più a sottostare alle sue regole!

Un caos ordinato in cui la Apple, senza Jobs, sembra muoversi con meno disinvoltura.

 

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