Il Galateo del telefonino: arriva la proposta in una scuola di Milano





Il telefonino ormai soprattutto tra i giovani è divenuto lo strumento di telecomunicazione più utilizzato in assoluto, con esso spesso si contattano si sfogano e condividono contenuti multimediali con tutti gli amici.

Il cellulare viene spesso utilizzato per conservare dei momenti particolarmente importanti o divertenti o semplicemente per divertimento, questo avviene soprattutto nei banchi di scuola, dove a finire davanti alle fotocamere dei dispositivi degli studenti, sono sempre più spesso compagni di banchi, professori, bidelli e tutto ciò che riguarda l’ambiente scolastico.

Proprio per questo motivo all’interno di una scuola media di Cadorna, il preside dell’istituto comprensivo a deciso di punire due studenti che filmavano i compagni di scuola tra i banche per poi postarli su Facebook, spedendoli a lezione di “etica del telefonino”, lezioni che dovranno regolarmente seguire fino al giorno della consegna delle pagelle scolastiche.

Purtroppo questo e solo uno dei tanti casi di utilizzo inappropriato dei dispositivi mobili tra i giovani, una mamma di una studentessa disabile si è infatti lamentata dopo aver scoperto che le compagne di scuole della figlia disabile avevano girato un video sulla compagna disabile, per poi postarlo all’interno di Facebook dove veniva derisa schernita e pesantemente insultata dai commenti dei compagni di scuola.

Proprio per questi gravi fatti avvenuti all’interno dell’istituto comprensivo, preside e professori hanno deciso di fare guerra all’uso dei dispositivi mobili durante le ore di lezione, coinvolgendo anche le famiglie degli studenti ed invitandoli attraverso una lettera vigilare con maggiore attenzione sui loro figli per evitare che questi spiacevoli casi di cyberbullismo si ripresentino.

«Devono rendersi conto dei pericoli che corrono loro stessi, il web può essere pericolosissimo», afferma un’insegnante dell’istituto. «Lo sapete che l’accesso a Facebook non è consentito alla maggior parte di voi? E che le parole scritte o dette possono essere violenza? Siete consapevoli che esiste la polizia postale autorizzata a intervenire in questi casi e a coinvolgere i vostri genitori?».

Queste sono alcune frasi estrapolate dalla lettera inviata ai genitori degli studenti, con l’augurio che questa possa sensibilizzare sia i genitori ma soprattutto gli studenti stessi, che devono assolutamente rendersi conto che oltre ad essere una risorsa importante, la rete può essere anche fonti di innumerevoli pericoli, soprattutto per i giovani.