Facebook: gli amici degli amici …



… possono essere miei amici. Viene da chiedersi quanto tempo abbiamo sprecato, e forse sprechiamo ancora, alla ricerca dell’anima gemella. Con Facebook e le sue nuove applicazioni per smartphone, ma anche con Twitter e Linkedin, molto presto potremo essere avvisati che nelle immediate vicinanze c’è una persona con interessi compatibili con i nostri e, magari, amica di un nostro amico sul social network.

Si chiamano Social Discovery i programmi che si comporteranno come una sorta di radar sociale per i network come Facebook che, utilizzando il GPS del nostro smartphone passeranno al setaccio gli utenti nelle immediate vicinanze e ci segnaleranno la presenza di persone interessanti invitandoci a passare all’azione.

In futuro sentiremo sempre più spesso parlare di Banjo, Highlight, Sonar, Glancee, applicazioni per Android e iOS che ricavano le informazioni dal nostro profilo di Facebook, Linkedin, Twitter e via discorrendo. Incrociando le informazioni ricavate con quelle degli altri utenti e confrontando le liste degli amici di ognuno cercheranno di appaiare (mi veniva accoppiare) i profili simili in modo da favorire gli incontri, sfruttando anche le conoscenze e le amicizie comuni. Highlight, per esempio, invia una notifica ogni volta che nelle nostre immediate vicinanze rileva qualcuno, che ovviamente abbia in funzione il programma, che appartiene alla nostra cerchia di amici social. A questo punto potremo visualizzarne il profilo e, magari, invitarlo a continuare dal vivo la conversazione.

Con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne conseguono. Da un lato c’è il vantaggio di “agganciare” sfruttando una conoscenza comune, pratica che si è sempre usata negli approcci con l’altro sesso, si corre il rischio di agganciare o essere agganciati dall’ex-partner con il quale abbiamo interrotto in modo burrascoso o di essere contattati dall’insopportabile di turno che cerchiamo di evitare come il fumo.

Dovremo dire addio per sempre e immolare sull’altare di Facebook l’incontro fugace di sguardi, la sensazione d’innamoramento di un istante, fatta di mille fattori chimici, fisici e biologici che, sempre, hanno portato due persone a scegliersi, a incontrarsi, in una folla di centinaia di persone? Personalmente non credo ma se Mark Zuckerberg ha investito una cifra sconosciuta ma sicuramente con sei o più zeri per mettersi in casa la squadra di Andrea Vaccari, qualcosa di fondato ci deve essere.