COS, il sistema operativo mobile “Made in China”.



Se vogliamo guardare ai numeri del potenziale mercato, COS, il nuovo sistema operativo mobile “Made in China”, rischia di diventare un serio concorrente di Android e iOS. In un paese fortemente nazionalista con una popolazione di oltre un miliardo e trecento milioni di abitanti che ha un mercato della tecnologia in crescita il lancio di un sistema operativo mobile nazionale potrebbe sbaragliare in pochissimo tempo la concorrenza.

COS, il “China Operating System”, segue la tradizione tutta cinese di preferire i prodotti nazionali considerati, a torto o ragione, superiori per qualità a quelli che provengono da altri paesi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il sistema operativo mobile “Made in China” sarebbe stato fortemente voluto direttamente dal governo cinese che avrebbe collaborato non solo con Shangai Liantong e l’Institute of Software at the Chinese Academy of Sciences ma anche affidando parte dello sviluppo a HTC.

COS è basato, come Android, su Linux ma molto probabilmente porterà direttamente nel suo DNA i limiti che il governo di Pechino impone ai suoi utenti. Niente Google, quindi, ma al bando anche Facebook, Twitter, YouTube e tutti quegli “orpelli tecnologici” che contrastano con la rigida linea politica cinese.

Uno svantaggio per noi occidentali che, secondo alcuni osservatori potrebbe essere proprio la carta vincente di COS che consentirebbe alle decine di milioni di utenti cinesi di avere già preinstallati i servizi abilitati che, di fatto, sostituiscono egregiamente (almeno in Cina) quelli utilizzati nel resto del mondo senza dover disinstallare e installare applicazioni e gadget.

Anche se le stime degli analisti sulla crescita della potenza economica della Cina per il 2014 prevedono una leggera flessione del prodotto interno lordo, il lancio di COS segna un passo in avanti nella tecnologia del paese più popoloso al mondo che potrebbe provocare non poche preoccupazioni a Mountain View e Cupertino.

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