BlackBerry: le strategie per il rilancio



Un tempo era la RIM a produrre il Blackberry: lo smartphone dalle origini canadesi fino a pochi anni fa era uno dei prodotti più ambiti del mercato. Poi… è arrivata la Apple e, soprattutto, Android con il suo sistema intuitivo e la sua predilezione per gli schermi touch. E così la RIM, che intanto ha cambiato nome diventando proprio Bleckberry, ha visto ridurre drasticamente le vendite dei suoi smartphone.

Basti pensare che nel 2009 la RIM deteneva il 50 % delle vendite totali per ciò che riguarda l’area business, per capire che l’attuale 2 % rappresenta davvero un crollo drastico in termini di certezze sia per gli investitori che per i lavoratori stessi dell’ex RIM.

La tastiera QWERTY per un po’ è stata anche abbandonata a favore del touchscreen ma attualmente il gruppo Blackberry sembra avere grandi difficoltà a trovare la giusta via d’uscita. Se pochi mesi fa si parlava di una cessione al gruppo Lenovo, attualmente invece tale ipotesi sembra tramontata e, dunque, l’azienda punterà tutto sul suo rilancio su scala globale.

Secondo le ultime indiscrezioni il team di Blackberry dovrebbe in primis guardare nuovamente soltanto all’area business. Di poi le intenzioni sarebbero quelle di sviluppare un sistema operativo in cui la privacy sia realmente salvaguardata, dunque svincolato da tutti i sistemi operativi che attualmente, tramite le app, carpiscono informazioni personali agli utenti.

Un’idea interessante che, però, appare a tratti di difficile realizzazione dal momento che l’utente medio d’Occidente oggi giorno sembra non essere per nulla preoccupato dall’assenza di privacy e dall’estrema vulnerabilità dei propri dati personali.

 

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