Batterie Smartphone? Non è sempre colpa delle App





I nuovi device portatili sono sempre più affamati di corrente e le batterie, per quanto maggiorate, durano sempre meno. Alcuni possessori dei più moderni smartphone ritengono un record una durata di una giornata di utilizzo normale, mentre altri utenti, su modelli e sistemi operativi diversi, sono arrivati a battere il record negativo delle tre ore.

Se una parte della responsabilità può essere imputata alla tecnologia delle stesse batterie, ferma a diversi anni or sono, che non ha seguito l’evoluzione tecnologica dei device portatili, una buona colpa può essere imputata alle applicazioni che utilizziamo e, soprattutto, a come le usiamo.
Più di cento parole, forse, basta un esempio pratico. In un recentissimo viaggio in auto, soprattutto per tenere sotto controllo gli innumerevoli autovelox disseminati sugli oltre 500 chilometri di autostrada percorsi, ho viaggiato con il navigatore del cellulare perennemente acceso, collegato al bluetooth. Dopo sole cinque ore la batteria mi ha abbandonato. E dire che, di solito, mi dura tre giorni. Lo ammetto, avevo lasciato attiva anche la ricezione della posta elettronica e la ricerca automatica delle reti Wi-Fi che devono aver contribuito non poco al consumo di corrente. È bastata questa semplice dimenticanza per mettere in crisi la batteria con il rischio di rimanere “a piedi”.
In molti altri casi non è la distrazione dell’utente a provocare il “disastro” ma l’inesperienza dei programmatori che realizzano le applicazioni stesse. In un recente studio si è scoperto che sono commessi errori banali accendendo, senza poi spegnerli, i vari dispositivi presenti nello smartphone con la conseguenza che GPS, bussola digitale, accelerometro continuano a consumare corrente anche quando non sono più necessari.
Insomma, fra batterie tecnologicamente arretrate rispetto ai device, sviste dei programmatori e dimenticanze degli utenti, la carica del nostro fido cellulare si esaurisce con conseguenze simili per i nostri nervi.